Il nero provocazione

By publisher / On Gen.18.2018 / In / Width 0 Comments

PORTAVOCE DI UN MESSAGGIO E CATALIZZATORE DI ATTENZIONE, ANCHE NELLA MODA E SOPRATTUTTO SULL'ABITO DA SPOSA: IL NERO È A SUO AGIO TANTO IN PASSERELLA, QUANTO SUL RED CARPET, COME AGLI ULTIMI GOLDEN GLOBES.

L'EDITORIALE DI GIULIANA PARABIAGO.

Qualche incursione black, nella sposa, c'è da qualche stagione. Ma il nero è prepotentemente diventato di attualità dopo che il red carpet alla recente serata dei Golden Globe si è tinto di nero. In questo caso, apice il discorso di Oprah Winfrey, il colore ha assunto il ruolo di bandiera, con tutti i relativi contenuti di protesta, contro la violenza sulle donne. Ma il nero è di per se stesso, una forma di tacita contestazione, il portavoce di un messaggio, un catalizzatore di attenzione, anche nella moda. Lo era nell'esistenzialismo francese, lo è stato per Coco Chanel che 'inventò' il tubino nero con l'intenzione che fosse un abito comodo, perfetto per ogni fisico e soprattutto portabile a qualsiasi ora e in ogni occasione. Diventò proverbiale quello di Audrey Hepburn, creato da Givenchy, passato alla storia nel film 'Colazione da Tiffany'.

 

Ma torniamo alla sposa: il nero serve, per paradosso, a sottolineare dei dettagli dell'abito bianco. Una cintura, un profilo, un decoro, un fiore, mai un nero assoluto e univoco, ma un tono che finisce con il far brillare ancora di più i bianco stesso. Un tocco che da' grinta, intensità, anticonformismo. 

 

Lo hanno esercitato Vera Wang e Reem Acra, ma cedono alla tentazione anche altri stilisti, magari solo con gli accessori, come Sophie et Voila o Isabel Sanchis, che sembra ispirarsi all'immortale figura di Pierrot.

 

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